Le isole di plastica

Le correnti del mare hanno fatto confluire nell’Oceano Pacifico 80 tonnellate di rifiuti, formando un’area grande tre volte la Francia. Chiamata “Great Pacific Garbage Patch”, quest’area ha una superficie più grande rispetto al previsto, il che può dare solamente dei dati preoccupanti. L’isola di rifiuti in questione si trova tra la California e le Hawaii e dai dati divulgati da Scientific Reports si parla di un aumento della spazzatura in un chilometro quadrato del 300% rispetto agli anni settanta. Infatti negli anni ’70 in un chilometro quadrato la concentrazione dei rifiuti era pari a 400 grammi, mentre nel 2015 era pari a più di 1 kg. Più della metà delle plastiche presenti nell’isola hanno una dimensione superiore ai 50 centimetri, ma i residui più pericolosi sono rappresentati dalle microplastiche dei sacchetti.

Le microplastiche

La maggior parte dell’inquinamento marino è costituito dalle microplastiche, ossia quei rifiuti di materiale plastico, o comunque di difficile deperimento, che misurano meno di cinque millimetri, come i sacchetti di plastica.  Il problema più grande dato da questi piccolissimi rifiuti è dato dal fatto che queste vengono ingerite dalla fauna marina entrando a far parte della catena alimentare.

Altri rifiuti

Il pericolo maggiore, oltre alle microplastiche, è dato da quei rifiuti in cui possono incappare gli abitanti del mare; un esempio eclatante sono le reti da pesca e i pezzi di plastica che tengono insieme due lattine, spesso le tartarughe si ritrovano imprigionate in questi rifiuti e si deformano seguendo la forma della plastica che avvolge il loro corpo. La causa della formazione di queste isole di plastica, dette anche “zuppe marine”, è da ricondurre principalmente all’inciviltà delle persone che non gettano i rifiuti nei punti dedicati, e al fatto che il packaging dei vari prodotti in commercio non è riciclabile.

L’isola di plastica mediterranea

Purtroppo non esiste solo un’isola di plastica, se ne trovano altre in tutto il mondo. La Pacific Trash Vortex è la più conosciuta, ma anche il Mediterraneo ha un’area in cui si concentra la spazzatura. L’ammassamento più sostanzioso lo si trova nel Mar Tirreno, tra la Corsica e la Toscana, con una concentrazione di 10 kg per chilometro quadrato; di dimensioni ridotte, invece, è quella che si trova nell’Adriatico con una concentrazione di circa 450 grammi per chilometro quadrato.

 

Quello che ognuno di noi dovrebbe fare per rispettare l’ambiente è gettare i rifiuti negli appositi contenitori, o conservarli e gettarli in seguito. Un suggerimento è tenere sempre dei sacchetti biodegradabili in macchina o in borsa, in modo tale da poterli utilizzare nelle situazioni in cui non dovessero esserci dei bidoni della spazzatura.

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