I comuni che fanno più raccolta differenziata

Il 7 luglio a Roma sono stati consegnati i premi della 22esima edizione di “comuni Ricicloni” ovvero i comuni che si sono distinti nella raccolta differenziata. Sono bene 1.520 per 10 milioni di cittadini quasi il 17% dell’Italia che effettua correttamente la divisione dei rifiuti facendo incrementare i dati di quella Green Economy che sta spingendo sempre di più.

I comuni ricicloni della raccolta differenziata

Sono stati 192 in più rispetto all’anno scorso i comuni che si sono distinti per la raccolta differenziata. Comuni di qualsiasi parte d’Italia. Nel Nord-Est sembrano esserci un maggior numero di Comuni attenti alla raccolta differenziata (specialmente in Veneto, Friuli, Trentino)

Al Centro-Sud il dato è cresciuto sostanzialmente con un aumento arrivato al 25% rispetto al 18 dell’edizione precedente (a crescere particolarmente sono state Marche e Campania)

Comuni “rifiuti free”: l’eccellenza nella raccolta differenziata

Queste le parole di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente a proposito dei comuni che hanno rappresentato l’eccellenza nella raccolta differenziata:

“I 356 comuni ‘Rifiuti free’ rappresentano l’eccellenza nell’eccellenza. Sono quelli che oltre a essere ricicloni,  nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato, mentre la produzione media pro capite nazionale si aggira sui 550 chili annui (e quella europea 510). Risultati ottenuti con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso.

Grazie a Comuni ricicloni, è nata un’alleanza virtuosa tra cittadini e industria illuminata, protagonista della moderna economia circolare, per una grande riforma anti spreco e una Italia finalmente rifiuti free. Per completare questa rivoluzione però, occorre la volontà politica di replicare le buone pratiche già esistenti, realizzando tanti impianti per il riuso e il riciclaggio e per gestire al meglio i troppi rifiuti speciali che finiscono ancora nella rete delle ecomafie e dell’ecocriminalità. Ora la parola passa alla politica, cominciando dal parlamento e dal governo: tutta Italia può divenire “rifiuti free” nei prossimi 2 o 3 anni”

“La prima novità della classifica di quest’anno – ricorda Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente che ha coordinato la giuria – sono le nuove acquisizioni, i nuovi ricicloni, in gran parte marchigiani e campani. Mentre il Piemonte e la Lombardia (con l’eccezione del mantovano) si sono fermate, metà virtuose e metà no. Parma è il primo capoluogo importante a divenire riciclone, mentre Milano va segnalata quale prima città oltre il milione di abitanti ad aver superato la soglia del 50% dei rifiuti a riciclo”

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